Messico e Sudafrica aprono i Mondiali FIFA 2026 allo Stadio Azteca di Città del Messico, con una gara inaugurale che mette subito in campo due nazionali del Girone A e accende il torneo davanti alla prima cerimonia di apertura. Il Messico si presenta con il 4-3-3 di Javier Aguirre, mentre il Sudafrica di Hugo Broos risponde con il 5-3-2 e una coppia d’attacco formata da Foster e Rayners.
Le scelte dei due tecnici fissano subito il tono della sfida. Aguirre schiera Rangel; Reyes, Montes, Vasquez, Gallardo; Lira, Fidalgo, Gutierrez; Alvarado, Jimenez, Quinones, affidandosi al tridente Alvarado-Jimenez-Quinones. Broos manda invece in campo Williams; Mudau, Okon, Sibisi, Mbokazi, Modiba; Mokoena, Yaya Sithole, Adams; Foster, Rayners, con il Sudafrica che torna sulla scena iridata dopo il 2010 e continua a inseguire per la prima volta il passaggio alla fase a eliminazione diretta.
La partita arriva nel giorno che apre davvero il Mondiale 2026: le tre cerimonie inaugurali sono distribuite tra le tre nazioni ospitanti, e quella di Città del Messico precede proprio Messico-Sudafrica. Shakira è la protagonista del rito d’apertura allo stadio Azteca e presenterà con Burna Boy il nuovo brano ufficiale della Coppa del Mondo 2026, “Dai Dai”. Nella stessa cornice, Andrea Bocelli si prepara a esibirsi e a interpretare “Dna”, l’inno ufficiale della competizione.
Il contesto rende la sfida più pesante di un semplice debutto. Il Messico parte per la nona volta consecutiva al Mondiale e si presenta in un girone con Sudafrica, Repubblica Ceca e Corea del Sud, mentre i sudafricani arrivano con una storia recente molto diversa e con il peso di quattro precedenti che dicono due successi messicani, una vittoria sudafricana e un pareggio. In tutti e quattro gli incroci entrambe le squadre hanno segnato, un dettaglio che racconta quanto poco ci sia spazio per aspettare e quanto la gara possa cambiare subito volto.
La sequenza dei prossimi giorni è già scritta: dopo il debutto di Città del Messico, la seconda cerimonia si terrà il 12 giugno a Toronto in occasione di Canada-Bosnia e la terza il 13 giugno a Los Angeles prima di Stati Uniti-Paraguay. Per il torneo, l’apertura allo Stadio Azteca è il primo vero spartiacque; per Messico e Sudafrica, è il momento in cui il Girone A smette di essere un calendario e diventa una prova immediata di forza.

