Reading: Azzurri, 30 convocati per i Mondiali di mountain bike in Val di Sole

Azzurri, 30 convocati per i Mondiali di mountain bike in Val di Sole

Published
2 min read
Advertisement

La Federciclismo ha ufficializzato 30 convocati per i campionati del mondo di mountain bike che iniziano tra una settimana esatta in Val di Sole. Per l’Italia è il quadro definitivo di un Mondiale di casa che parte da mercoledì 26 agosto a Daolasa di Commezzadura con e-MTB e Team Relay.

Il gruppo azzurro conta 13 donne e 17 uomini, con Martina Berta a guidare il settore femminile dopo il primo grande successo arrivato a inizio luglio a La Thuile. La sua vittoria ha dato peso a una selezione che si presenta con ambizioni distribuite su più fronti, dalla prova élite al vivaio, e con Simone Avondetto come altro riferimento di primo piano grazie al ruolo di vice campione del mondo in carica dell’XCO.

La convocazione racconta anche dove l’Italia pensa di poter colpire davvero. Valentina Corvi è indicata tra le principali speranze Under 23 e viene descritta come padrona della stagione World Series, mentre Mariachiara Signorelli e Giorgia Pellizotti completano il gruppo dei talenti citati per quella fascia. Nelle élite, Giada Specia sarà la seconda punta, un dettaglio che dice quanto la squadra arrivi al Mondiale con più carte da giocare e non con un solo nome da proteggere.

- Advertisement -

La cornice, però, resta quella di una corsa a casa che non concede scorciatoie. La rassegna iridata torna in Val di Sole dopo cinque anni e si sviluppa in cinque giornate, ma nel Downhill il riferimento indicato non è azzurro: Valentina Hoell è la favorita per il quinto titolo iridato in serie sulla Black Snake. È il segnale più chiaro che l’Italia si presenta con ambizione diffusa, ma dovrà misurarsi subito con rivali già abituate a vincere dove la pista pesa più dei pronostici.

Per gli azzurri, il passaggio decisivo sarà trasformare la convocazione in risultati già dall’avvio di Daolasa. Se Martina Berta e Avondetto confermeranno il loro ruolo, e se i giovani reggeranno il passo nel gruppo più esposto, il Mondiale di casa potrebbe diventare molto più di una vetrina: il banco in cui l’Italia prova a convertire numero, forma e terreno favorevole in medaglie concrete.

Advertisement
Share This Article